Torino   29-09-2020
Reability

Il contesto

Fotogallery Kenia, contestoDopo la crisi del 1995, più del 50% della popolazione in Kenya vive sotto la soglia di povertà.
La siccità del 2000 ha bloccato per tre anni la crescita del Pil su livelli troppo bassi per permettere una reale azione di riduzione della povertà, mentre il livello di disparità tra ricchi e poveri è in crescita: il 10% più ricco dei Kenyoti possiede il 44% delle risorse nazionali, mentre il 10% più povero vive con meno dell’1%.
La popolazione del Kenya è di  35,6 milioni abitanti dei quali il 41.95% sono rappresentati da bambini dai 0 a 14 anni.

 

Nel distretto di Malindi i livelli di povertà sono estremamente elevati. Circa il 66% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà. Questo dato è significativo, considerato che è ben al di sopra della media nazionale, pari al 52%. 
Il distretto di Malindi presenta numerosi problemi di ordine socio-economico, in gran parte riconducibili ad un elevato grado di povertà e alla scarsa diffusione di servizi primari essenziali quali: acqua, energia, educazione, assistenza sanitaria, trasporti ed infrastrutture.

 

Attualmente il Governo del Kenya investe circa il 25% del budget nazionale nel settore educativo.

 

Nel distretto di Malindi i programmi di educazione per bambini con bisogni speciali sono iniziati nel 1994: da allora sono stati avviati 11 programmi di educazione speciale per bambini con disabilità. Attualmente sono iscritti circa 325 bambini e molti altri - circa 230 - sono ancora in lista di attesa.

 

La stragrande maggioranza dei bambini con disabilità non ha alcun accesso a servizi di assistenza specialistica e non ha alcun accesso ad opportunità educative.
Gli elevati costi per l’educazione dei bambini con bisogni speciali, l’atteggiamento negativo e la discriminazione esistenti verso i bambini con disabilità e il numero limitato di strutture e/o scuole speciali pensate per promuovere l’apprendimento dei bambini disabili costituiscono alcune dei fattori principali che determinano il limitato accesso all’educazione primaria per i bambini con disabilità.
L’assenza inoltre di dati statistici affidabili sui bambini con disabilità e gli alti livelli di povertà esistenti non consentono una corretta pianificazione e mobilizzazione adeguata delle risorse per promuovere interventi ai favore dei disabili. Questo alimenta una situazione in cui  la disabilità diventa condizione di discriminazione e isolamento.